GLI UCCELLI NELLA FILATELIA: I TUCANI

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Questo foglietto, emesso dal Mozambico in occasione dell’anno Internazionale delle Foreste, rappresenta tre tucani diversi, mentre il francobollo è ricavato al suo interno e identifica il Solforato.

Quando si parla di Tucani, la prima cosa che viene in mente per la loro identificazione è lo spropositato becco. Ed, infatti, è quello che caratterizza i Ranfastidi (Ramphastidae) vasta famiglia di Uccelli tipica delle zone tropicale del Centro e Sudamerica e che ha proprio nei Tucani i rappresentanti più conosciuti ma che possiede ben cinque generi e circa quaranta specie. È un uccello vistoso nella forma, dimensione e colorazione del suo becco, mentre il resto del corpo è tozzo, soprattutto se paragonato allo sviluppo del becco, il suo mantello è fortemente colorato e disegnato mentre le sue ali sono corte e tozze.

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Una emissione delle Isole Marshall, sperduti territori nel Pacifico a nord-est della Papua Nuova Guinea. Il Tucano rappresentato nel francobollo è inserito in una costellazione che invito i lettori ad identificare.

Queste ultime servono per muoversi agevolmente nel fitto intrigo della foresta, dove si nutre principalmente di bacche e frutti, mentre disdegna effettuare voli lunghi ed allo scoperto. Una caratteristica particolare è la zigodattilia ovverosia il posizionamento delle dita a coppia, due davanti e due dietro, caratteristica questa che li accomuna ai pappagalli. Il dimorfismo sessuale non è particolarmente accentuato anzi, si riesce a distinguere il sesso esclusivamente per il becco meno esteso e forte ed i colori meno vivaci delle femmine ma ad occhi inesperti non è certamente agevole rilevarlo.

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A sinistra una bella emissione di francobollo delle Niue, un’altro piccolo e sperduto gruppo di isole-stato a nord-est della Nuova Zelanda, che raffigura il Toco uno dei Tucani più conosciuti. A destra, invece un Solforato in una emissione del Panama stato centroamericano

La particolarità del becco evoca possibili difficoltà nell’alimentazione, ma a parte la singolarità, che trova poche ragionevoli spiegazioni sulla sua validità ed utilizzazione evolutiva, i Tucani sono abili raccoglitori di frutti, anche piccoli, che ingoiano sani mentre non disdegnano cibo come insetti e qualche piccola lucertola o geco. Il becco dei tucani è sorprendentemente leggero poiché è pieno d’aria e in alcune parti, addirittura risulta vuoto all’interno. Nel periodo riproduttivo scelgono nidi di altri uccelli, in particolare dei Picchi, poiché raramente i Ranfastidi utilizzano il becco come uno strumento per forare dei tronchi.

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Questa bella serie di francobolli emessi dal Brasile nel 1983, illustrano le specie di Tucani presenti in quel paese e precisamente da sx Tucano Petto Bianco (Ramphastos t. tucanus) – Tucano gola arancio (Ramphastos dicolorus)- Tucano beccoscanalato (Ramphastos vitellinus)

La femmina, scelto il nido, depone le uova alternandosi nella cova con il maschio. È un uccello sociale e curioso e non teme particolarmente l’uomo; può essere facilmente addomesticato, infatti, la sua intelligenza viene paragonata a quella di un pappagallo. I tucani hanno dei comportamenti singolari come quello di battersi il becco l’uno con l’altro anche solo per divertirsi, oppure hanno l’abitudine di lanciarsi pezzi di frutta che devono cercare di afferrare. Quest’ultima tecnica è particolarmente utilizzata nel periodo del corteggiamento, infatti, durante la parata nuziale, gli sposi si dedicano al gioco di scambiarsi delle bacche lanciandosele o passandosele con il becco, creando così un rituale amoroso davvero singolare.

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A sinistra un foglietto a tiratura limitata, emesso dal Nicaragua, ritrae un’altro uccello della famiglia dei Tucani, il Tucanetto Smeraldo (Aulacorhynchus prasinus) mentre a destra un'altro disegno del Tucano Solforato emesso dalle Isole Granatine e St. Vincent.

Alcuni giovani,  ma anche gli adulti soprattutto i maschi, simulano dei combattimenti usando il becco come arma d’offesa fino a quando uno dei due contendenti cede. Ama bagnarsi nell’acqua che si raccoglie nelle cavità o all’incrocio dei rami di alberi, spesso a una certa altezza dal terreno. Una ulteriore curiosità interessante è rappresentata dalla posizione che il Tucano assume quando dorme, ovvero raddrizza la coda verticalmente e si addormenta con il becco poggiato sul dorso, tra le ali e il tronco. La loro singolarità ne ha fatto dei beniamini fra i bambini i quali li annoverano fra i loro pupazzi di peluche.

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 A sinistra un Francobollo emesso dallo stato Panamense che raffigura l’Aracari dai due Collari (Pteroglossus bitorquatus) a destra l'Aracari Verde due Tucanidi che per le loro piccole dimensioni vengono chiamati Tucanetti

I Tucani condividono con un’altra famiglia, quella dei Buceri, il possesso di becchi grossi, ma questi ultimi hanno la caratteristica di svilupparlo con forme curve e meno voluminose e poi vivono in zone tropicali e sub-tropicali del continente Africano ed Asiatico. Possiamo immaginare che la risposta evolutiva di queste due famiglie abbai preso la stessa direzione pur se localizzati in continenti diversi e con leggere differenze. Il più grande rappresentante della famiglia è il Tucano Toco (Ramphastos toco), misura 53-60 centimetri di cui ben 19 spettano al becco; il peso si aggira sui 550 grammi, mentre i rappresentanti più piccoli della famiglia sono il genere Andigena, Aulacorhynchus e Pteroglossus soprannominati anche Tucanetti,di taglia sensibilmente più piccola e con caratteristiche e comportamenti anche marcatamente differenti dai primi.

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Chiudiamo questa rassegna con due soggetti dichiarati in pericolo di estinzione: Il Tucano Vitellino e l'Aracari dal Collare in due emissione delle Nazioni Unite e del Mozambico.

L’allevamento amatoriale di questi Uccelli non è molto diffuso e sviluppato anche se sono soggetti abbastanza docili ed intelligenti al pari dei pappagalli a detta degli esperti. Per chi volesse cimentarsi nell’allevamento in cattività diciamo che occorrono spazi ampi e lontani dall’abitazione in quanto le feci di questo meraviglioso uccello non sono certamente profumate. Sperando di aver fatto cosa gradita nel trattare questa splendida famiglia di Uccelli vi diamo appuntamento alla prossima.                                                        

                                                                                                                               Gianni Matranga

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