Come riferito in home page, è stata approvata, in esecuzione alle direttive dell'Unione Europea e con "soli" sette anni di ritardo, la legge n. 68/2015 e pubblicata nella G.U. del 28 maggio 2015 e pertanto già in vigore. Senza preamboli e giri di parole è la rappresentazione classica di incompetenza, impreparazione, persecuzione e malinterpratazione delle norme precedenti sia Italiane che Europee. Chiunque c'ha messo mani (solo quelle perchè difetta molto in cervello), burocrati e/o politici di turno, hanno confezionato una norma, a dir poco, persecutoria nei confronti degli allevatori onesti di specie in allegati cites. Nella norma di riferimento precedente, L. 150/92, sempre in vigore, richiamata nello stesso nuovo testo, veniva applicata una sanzione pari a 3098 euro senza nessuna distinzione fra i vari reati possibili (omissioni di denuncia di nascita, omissione o dimenticanza di registrazione ecc.) Così facendo la norma contraddiceva al dettato europeo che raccomandava agli stati membri di adottare, nell'aspetto sanzionatorio, una gradualità rapportata alla natura della infrazione commessa, insomma discriminare fra, per esempio, intenzionalità e casualità o disattenzione, ed in funzione di essi comminare pene amministrative e penali differenti e progressive. La nuova norma, invece di provvedere a correggere questa stortura, già evidenziata in sede ministeriale e dirigenziale, porta, la già esosa sanzione prevista nella Legge 150, al doppio ovvero 6.000 euro aumentabili fino a 30.000 euro, una enormità se pensiamo a quali "reati" può andare incontro per dimenticanza o disattenzione un allevatore onesto. Io mi fermo qua ma, vi invito a leggere un commento a caldo dell'Ing. Banfi patron di Reggio Emilia che da sempre ha seguito le vicende collegate ai problemi di leggi e regolamenti su cites ed altri cliccando (qui). Sul numero di prossima uscita (settembre) del Corriere Ornitologico verranno affrontati anche questi argomenti affidati al prof. Renato Massa, ing. Enrico Banfi e Roberto Giani

Gianni Matranga

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